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Ieri...

il lavoro era subordinato, la pensione era pubblica, l'integrazione era una assicurazione sulla vita.

Ma l'odierna pianificazione pensionistica ha abbandonato l'area "protetta" delle semplici proiezioni previdenziali, e si è aperta agli andamenti finanziari e compenetrata ai servizi assicurativi.

 

Oggi...

la pensione pubblica è cambiata e la frammentazione dei sistemi pensionistici rispetto ai diversi lavori svolti non è riconducibile ad un quadro unitario che permetta di conoscere, con i numeri e con i tempi giusti, la propria situazione.

La pensione è infatti divenuta un crocevia di diversi settori e competenze professionali: economiche-finanziarie, statistico-attuariali, assicurative-previdenziali e fiscali.

Uno "snodo" che per i diretti interessati, e spesso anche per gli enti, le associazioni ed i professionisti loro consulenti è sempre più un "nodo", difficilmente comprensibile e ancor meno districabile.

 

Un nodo che per il cittadino è un giustificato motivo d'ansia, e che raramente trova luce e sollievo nei consulenti veri, troppo spesso perplessi e un po' pessimisti, e spesso quindi si affida alle crescenti schiere di quei "consulenti" molto dinamici, sicuri ed ottimisti, che lavorano però "tra" voi e l'assicurazione o banca di cui vendono i prodotti.

Quindi non proprio o non solo per voi.